Archivio per giugno 2008

Dylan o Donne?

Bob Dylan o John Donne?

Germaine Greer risponde nel Guardian di oggi:

Great lyricists? Bah! Humbug! In the 1960s and 70s, I battled students who wanted me to teach Bob Dylan rather than Donne or Yeats. Ever since, I have had screeds of stuff sent to me by people who thought that rhyme equalled reason, to whom I had gently to explain that their agonised posturings wouldn’t pass for poetry. I blame Dylan. In my eyes, he wasn’t fit to tie Woody Guthrie’s shoelaces. I have never forgiven him for keeping his fans waiting at the Isle of Wight festival in 1969 for three hours, from 9 o’clock till midnight, before he would sing a word. Creeps sometimes make good poets, but Bob Zimmerman isn’t one of them.

Qui il resto.

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Che figura!

Al cinema, in attesa che si spengano le luci, prego silenziosamente che nessuno abbia comprato popcorn da mangiare rumorosamente e sfoglio la rivista omaggio Preview. E scopro che Charlie Kaufman, autore di Being John Malkovic e Adaptation, conosce le figure retoriche, visto che la sua prima prova da registra si intitola Synecdoche, New York.

Sineddoche s.f. Figura retoricha per la quale si usa figuratamente una parola di significato più ampio o meno ampio di quella propria: per es. una parte del tutto (prora per nave), il contenente per il contenuto (bere un bicchiere), la materia per l’oggetto fatto (ferro per spada). (Devoto-Oli 2008)

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Problemi di coppia?

Se il linguaggio dell’amore di cui avevamo parlato in precedenza non aiuta e neanche Oprah o Dr Phil hanno la terapia giusta, non disperate. Ci sono altre soluzioni. Per esempio il Dizionario Lei-Lui di un certo Paolo Occhipinti e una certa Serena Viviani, consigliato anche da un’avvocatessa esperta.

In via preventiva, e con grande disinteresse professionale, l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace (divorzista, diciassettemila casi esaminati) suggerisce alle giovani coppie un esame prematrimoniale sul «Dizionario Lei-Lui» di Paolo Occhipinti e Serena Viviani (Rizzoli, pp. 415, 16 euro), manuale di logica comportamentale, bussola per amanti smarriti, ma anche traduttore simultaneo bilingue di pronta consultazione. Identikit degli autori: Occhipinti, storico direttore di «Oggi», fa la parte del maschilista impenitente (ma non è cattivo, anzi), mentre Serena Viviani, creatrice di spiritosi test psicologici, è la femminista alle prese con maschi bugiardi, insensibili e superficiali.

Dizionario alla mano, non resta che affrontare la giungla dell’equivoco. Intricata. Per lei il calcio è un elemento chimico, importante in gravidanza, per lui una droga, alla quale abbandonarsi per parecchie ore al giorno (e anche la notte) come in una fumeria di oppio.

L’articolo di Repubblica da cui è tratto il brano qui sopra offre altre, ahem, affascinanti riflessioni sul linguaggio maschile e femminile.

A chi invece richiede un tocco in più di scientificità suggerisco il libro di Deborah Tannen, You Just Don’t Understand (qui un’introduzione).

Ah, dimenticavo: i regali costosi aiutano sempre.

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Friday Humor

(Dankjewel, Susella!)

Mappe grammaticali

Sentence diagramming: per imparare la grammatica divertendosi. Provatelo, non riuscirete a smettere

Questa meravigliosa “invezione” è attribuita ad Alonzo Reed e Brainerd Kellogg, che nel 1877 pubblicarono Higher Lessons in English, praticamente introvabile se non fosse per Project Gutenberg e Google Books.

Recentemente la copy-editor americana Kitty Burns Florey ha scritto un libro intitolato Sister Bernadette’s Barking Dog, in cui parla con ironia di mappe grammaticali e altro.

Part of the fun of diagramming sentences was that it didn’t matter what they did. The dog could bark, chew gum, play chess – in the world of diagramming, sentences weren’t about meaning so much as they were about subject, predicate, objetct and their various dependents or modifiers. All you had to do was get the diagram right – the meaning was secondary. And for a bunch of eleven-and-twelve-year-olds, there was a certain wacky charm to that idea.

At my school, diagramming was part of our English classes for three years. Once the gates of elementary school slammed shut at the end of eighth grade, I never encountered diagramming again. Presumably, by then, our grammar was impeccable – a doubtful proposition, perhaps reflecting the optimism of the nuns about the perfectibility of human being. With diagramming behind us, we were encouraged to use our skills in the writing of compositions on such topics as […] keeping Christ in Christmas, the importance of good dental health, and why Nixon should be elected president, even though Kennedy was a Catholic.  (pagina 11)

Su NPR potete ascoltare un’intervista radiofonica con l’autrice di questo delizioso volumetto.

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URLo.su.misura

Finalmente potremo esprire la nostra vera identità e personalità attraverso un URL(o) su misura.

Un indirizzo internet che dopo il punto finisce con una qualsiasi parola. Qualcosa che ci piace, per esempio (.amoremio, .il miogatto, .lasagne e via di questo passo) e in qualsiasi lingua, anche in russo, arabo o in cinese. La liberalizzazione dei dominii e adesso potrebbe diventare realtà. Giovedì l’Icann, la società che assegna nomi e numeri identificativi sulla rete, potrebbe allentare le regole finora ferree che permettono solo domini legati ai nomi dei paesi (.it, .uk), al commercio (.com) o alle organizzazioni (.org,.net). L’annuncio è stato dato oggi nella capitale francese, nel corso della 32esima riunione dell’organizzazione.

Da Repubblica.

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Beati.loro@Google…

…che nella pausa pranzo possono parlare con Salman Rushdie, Noam Chomsky, Andrew Sean Greer, George Lakoff

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