Archive for the 'Tools' Category

Terminologicamente parlando (2)

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Ci sono due siti (e forse di più) che in questi giorni stanno mandando in visibilio la comunità dei traduttori.

Il primo si chiama Linguee, che raccoglie un corpus bilingue dei testi presenti su Internet. E’ utile forse e soprattutto per chi lavora con la combinazione tedesco < > inglese.

L’altro si chiama Linear B (da non confondersi con le tavolette scoperte a Creta)  e offre diverse combinazioni linguistiche.

Margaret di Transblawg li ha messi severamente alla prova e ha postato qui e qui i suoi risultati.

Personalmente, ho provato la combinazione olandese < > italiano utilizzando parole abbastanza comuni, ma di difficile traduzione (una delle quali era draagvlak). I risultati sono stati a dir poco insufficienti. La combinazione inglese < > italiano offre risultati migliori, ovviamente a seconda della specificità del termine cercato.  Anche se purtroppo non viene indicata la provenienza delle traduzioni raccolte, penso che entrambi i siti possano offrire degli spunti di ricerca nei casi in cui si rimane completamente bloccati, terminologicamente parlando.

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Terminologicamente parlando

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Ho avuto l’occasione di ascoltare Attila Görög tempo fa all’Università di Amsterdam, dove insieme ai suoi colleghi aveva tenuto una presentazione su terminologia e dintorni.  Ieri ho scoperto che, oltre al lavoro con NedTerm, Görög ha un blog, Terminology, Computing and Translation, dedicato alla creazione e gestione delle TM e dei database terminologici. Leggermente tecnico, ma leggibilissimo e interessante.

La sua attività/ditta si chiama invece Exact Term ed offre  servizi rivolti principalmente alle agenzie, ma anche per traduttori freelance con sogni di grandezza.

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Un carattere ecologico e, forse, utile

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La ditta olandese SPRANQ, attiva nel settore della comunicazione e promozione aziendale, ha creato un nuovo font per chi deve assolutamente rileggere su carta, ma vuole risparmiare inchiostro. Si chiama Ecofont ed assomiglia al Vera Sans, ma in versione gruviera, con tanti piccoli buchini rotondi. Sulla carta il testo stampato appare un po’  grigiastro, ma abbastanza chiaro per una rilettura finale.

Ecofont può essere scaricato gratuitamente.

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Who needs a Hunch?

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Caterina Fake, cofondatrice di Flickr, ha annunciato qualche settimana fa il suo nuovo progetto: Hunch. Si tratta, in parole povere, di un sito online che aiuta a prendere decisioni. Chi ha dubbi di vario tipo (Guardo troppa TV? Il rosso mi fa sembrare più grassa? Quale laptop risponde alle mie esigenze? Devo passare a Firefox? Posso chiedere un aumento?) può trovare una soluzione rispondendo a una serie di domande (di solito non più di 10). Alla fine del percorso, oltre a una soluzione più o meno valida, vengono proposti link a siti come Amazon (pubblicità!).

Secondo un articolo di LifeBuilding, grazie al principio del crowdsourcing, con Hunch si potranno ottenere risultati sempre migliori, man mano che aumenta il numero di utenti.

Al momento Hunch è ancora in fase beta. Avendo ricevuto un invito, ho potuto provarlo e per il momento non sono sicura che sia quella meravigliosa novità di cui parlano alcuni esperti. Vero è che anche Flickr, pur non essendo gran cosa, ha avuto un successo strepitoso.

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Per chi ha perso le parole

Grazie a Google Books, si può consultare Words Fail Me di Patricia T. O’Conner, un volumetto con tantissimi consigli pratici (quindi niente teorie o meditazioni zen)  su come organizzare le proprie idee e scrivere meglio.

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EDU

YouTube ha aperto un sito didattico, YouTube EDU appunto, dove si possono vedere conferenze e interviste su diversi argomenti e discipline.

Cercando con language e linguistics si trovano interventi interessanti.

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Your Words

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The Addictionaries è il sito di Jim Banister gestito quasi completamente da utenti interessati a coniare nuove parole.

Vi sono per il momento tre sezioni:  The Addictionary Proper, The Office Addictionary e The Political Addictionary. Il forum della prima sezione sembra essere più attivo, le altre due sono collegate a NBC e a Comedy Central.

La prima pubblicazione cartacea di Addictionary, Brave New Words, ovvero user-friendly vocab for the digital century, è ideale per la pausa caffè o i momenti di noia sconsolata. Offre distrazione e sollazzo con ottimi esempi di ingegnosità linguistica, quali  Jane Austism (la malattia di chi in un modo o nell’altro riesce sempre a citare Jane Austen), lexecutioner (chi sa solo creare frasi confuse), stragedy (una strategia con conseguenze catastrofiche), Googlion (chi usa Google per trovare tutto, ma proprio tutto quello che non sa), biPod (due persone che condividono un iPod, con un auricolare per persona), ma anche blame storm (una riunione in cui si cerca un colpevole per le cose andate male), connectile dysfunction (quando viene a mancare l’accesso a Internet, con conseguente ansia), resumaybe (un cv quasi completamente fittizio) e commoditease (un prodotto che tutti vogliono e nessuno riesce a trovare).

La missione di Addictionaries è chiara e semplice:

The Additionary rides on the wave of the democratization of language. In this online dictionary, the grammar, the spelling and usage rules we learned in school don’t apply. The people decide which words belong here and what they mean.

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