S. Valentino

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E’ arrivato ieri avvolto in una non troppo romantica carta marrone: Je T’aime. The Language of Love for Lovers of Language, già pubblicato l’anno scorso in America con un titolo leggermente diverso e una copertina in stile Jane Austen.

L’autrice Erin McKean (lessicografa, dictionary evangelist e blogger di A Dress a Day) ha raccolto tutte le espressioni più colorate, fantasiose e seducenti in più di 46 lingue, per descrivere le varie fasi dell’innamoramento e le mille sfumature dell’amore: curiosità, passione, legame, adorazione, inganno, cattiveria, frivolezza, noncuranza, desiderio, attrazione …

L’amore è un colpo di fulmine non solo in italiano, ma anche in francese (coup de foudre) e svedese (blixtförälskelse), una bevanda inebriante (indonesiano: mabuk cinta, inglese: to be drunk with love), una freccia lanciata da Cupido (presente nella maggior parte delle lingue; in spagnolo: el ha dado el flechazo).

L’amore ha bisogno di accessori come serenate, anelli, diamanti, dichiarazioni come questa

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ma ispira anche poesie, canzoni, metafore e tanti vezzeggiativi: il persiano jegar (lett. fegato), il cinese wo de xingan baobei (mio tesoro), lo spagnolo gordito (ciccio), il tausi wangu (mio pavone) dello swahili, il finlandese muru (briciola), tanto per citare i più esotici.

Le espressioni italiane raccolte non sono delle più fantasiose (c’è un refuso a pagina 53). Scorrendo la bibliografia infatti, l’unica fonte italiana sembra essere una pubblicazione Berlitz. E’ chiaro che l’italiano non è più così esotico come una volta, e per questo non gli viene data troppa attenzione.

Il libro è dedicato agli amanti della lingua, ma dovrebbe soprattutto trovare posto nello zaino di chi ha trovato l’anima gemella oltreconfine (o è pronto a recarvisi pur di trovarla).

Postato da: IM 

2 Responses to “S. Valentino”


  1. 1 luigimuzii 14 febbraio 2008 alle 2:17 pm

    Sul fatto che l’italiano non sia più così esotico come una volta non sono molto d’accordo: in A Fish Called Wanda (Un pesce di nome Wanda), Kevin Kline, per eccitarsi con la sua bella Jamie Lee Curtis, declamava frasi in italiano.
    Credo, piuttosto, che il nostro paese abbia vissuto un periodo, decisamente lungo, di autoflagellazione (e pare che un altro altrettanto lungo ci aspetti, a stare ai sondaggi), durante il quale, tra le numerose “disattenzioni” degli uomini chiamati a rappresentare le istituzioni (anziché i loro interessi, ma questa è un’altra storia), sono rientrate anche quelle per la nostra lingua che non è mai stato così poco promossa all’estero. Vado a memoria e chiedo venia per eventuali imprecisioni, ma mi pare di ricordare una vera e propria guerra di tutti contro tutti per la nomina all’istituto di cultura in Gran Bretagna di una ex soubrettina (il che potrebbe testimoniare l’eccesso infruttuoso di testosterono tipico di alcuni esemplari di maschio politico italico). Per queste cose, forse, l’italiano non riceve più l’attenzione che pure meriterebbe.


  1. 1 Problemi di coppia? « Taccuino di traduzione 2.0 Trackback su 27 giugno 2008 alle 2:30 pm

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