Archive for the 'Language' Category

Perle di saggezza

saggezza

Is it true?

Is it nice?

Is it necessary?

Vero, gentile, necessario. Sono i tre principi su cui, secondo i Sufi, dovrebbe essere incentrata la comunicazione fra le persone.

Carol Fisher Saller, autrice di un breve ma necessario manualetto dal titolo The Subversive Copy Editor, si è indubbiamente ispirata a questi principi per formulare le regole che un bravo redattore (e nel mucchio ci mettiamo anche i correttori di traduzioni) dovrebbe seguire.

Eccole:

Is it wrong? Maybe it’s just different.

Is it confusing? Confusion is a lesser form than wrong and calls for intervention.

Is it ugly? There is the occasional sentence in which a writer’s decision isn’t wrong of confusing, but, aesthetically speaking, you know it will lie badly on the printed page and thereby hinder the reader.

(C.F. Saller, The Subversive Copy Editor, pagg. 64-66)

Saller, senior editor press la University of Chicago Press e responsabile per la sezione Q&A del Chicago Manual of Style Online, indica anche altri tre elementi che si dovrebbero riscontrare nel comportamento di un redattore: cautela (nei rapporti con gli autori e i clienti), trasparenza (= collaborazione con il cliente/l’autore/il traduttore), flessibilità (che cosa si può e non si può negoziare).

Non acquistate il libro se siete alla ricerca di istruzioni o regole specifiche per imparare a redigere un testo. In tal caso vi conviene memorizzare una buona grammatica e tenere sulla scrivania un manuale di stile e un dizionario. L’autrice offre invece una serie di preziosissimi consigli ben meditati per comportarsi da professionisti.

Per redattori. Caldamente consigliato anche ai traduttori. Da rileggere periodicamente.

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Quotable: Toni Morrison on language

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The systematic looting of language can be recognized by the tendency of its users to forgo its nuanced, complex, mid-wifery properties for menace and subjugation. Oppressive language does more than represent violence; it is violence; does more than represent the limits of knowledge; it limits knowledge. Whether it is obscuring state language or the faux-language of mindless media; whether it is the proud but calcified language of the academy or the commodity driven language of science; whether it is the malign language of law-without-ethics, or language designed for the estrangement of minorities, hiding its racist plunder in its literary cheek – it must be rejected, altered and exposed. It is the language that drinks blood, laps vulnerabilities, tucks its fascist boots under crinolines of respectability and patriotism as it moves relentlessly toward the bottom line and the bottomed-out mind. Sexist language, racist language, theistic language – all are typical of the policing languages of mastery, and cannot, do not permit new knowledge or encourage the mutual exchange of ideas.

Toni Morrison, Nobel Lecture, 7 dicembre 1993

Je suis une table

donald-hall-sitting

Je suis une tableDonald Hall

It has happened suddenly,
by surprise, in an arbor,
or while drinking good coffee,
after speaking, or before,

that I dumbly inhabit
a density; in language,
there is nothing to stop it,
for nothing retains an edge.

Simple ignorance presents,
later, words for a function,
but it is common pretense
of speech, by a convention,

and there is nothing at all
but inner silence, nothing
to relieve on principle
now this intense thickening.

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Sociale e poetico

dante_alighieri

Un articolo di IT News su come TED ha organizzato il lavoro di traduzione aperta e gratuita da parte di volontari, al fine di sottotitolare tutte le conferenze in pù di 40 lingue:

Per lanciare il Progetto traduzione aperta, alcuni discorsi sono stati tradotti da professionisti in 20 lingue. Ma tutte le traduzioni future saranno fornite da volontari. In effetti, i traduttori volontari hanno dato il loro contribuito al progetto con oltre 200 traduzioni pubblicate (e con altre 450 in corso di realizzazione). Questi volontari vanno da gruppi bene organizzati che lavorano insieme nella loro lingua, a singoli traduttori che lavorano individualmente e che sono abbinati ad altri da TED. […] Per garantire la qualità delle traduzioni, TED ha definito una serie di linee guida e di sistemi per aiutare i traduttori nella realizzazione di lavori di ottima qualità. Per iniziare, viene fornita una trascrizione realizzata da professionisti (e approvate dall’oratore) in inglese, in questo modo tutte le traduzioni si basano sullo stesso documento di origine. TED poi richiede che ogni traduzione sia revisionata da un secondo parlante, fluente, prima di essere pubblicata; sia il traduttore che il revisore ricevono credito sul sito. TED ha il controllo sul tasto finale “pubblica” (niente viene pubblicato “automaticamente”), e ci sono dei meccanismi di feedback per le comunità in essere e per apportare migliorie dopo la pubblicazione.

Il resto dell’articolo è qui.

Continuando con un tono più poetico, si è concluso da poco il sondaggio della Dante Aligheri: quali versi meglio rappresentano l’Italia di oggi? Al primo posto, ovviamnete, i versi del Purgatorio (76-78):

Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!”,

Altri poeti che si sono aggiudicati un po’ d’attenzione: Mameli, Carducci, Leopardi, Manzoni e, miracolosamente, Pasolini con Il canto popolare.

Il riassunto dei risultati è disponibile qui.

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Terminologicamente parlando (2)

linearb2

Ci sono due siti (e forse di più) che in questi giorni stanno mandando in visibilio la comunità dei traduttori.

Il primo si chiama Linguee, che raccoglie un corpus bilingue dei testi presenti su Internet. E’ utile forse e soprattutto per chi lavora con la combinazione tedesco < > inglese.

L’altro si chiama Linear B (da non confondersi con le tavolette scoperte a Creta)  e offre diverse combinazioni linguistiche.

Margaret di Transblawg li ha messi severamente alla prova e ha postato qui e qui i suoi risultati.

Personalmente, ho provato la combinazione olandese < > italiano utilizzando parole abbastanza comuni, ma di difficile traduzione (una delle quali era draagvlak). I risultati sono stati a dir poco insufficienti. La combinazione inglese < > italiano offre risultati migliori, ovviamente a seconda della specificità del termine cercato.  Anche se purtroppo non viene indicata la provenienza delle traduzioni raccolte, penso che entrambi i siti possano offrire degli spunti di ricerca nei casi in cui si rimane completamente bloccati, terminologicamente parlando.

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Terminologicamente parlando

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Ho avuto l’occasione di ascoltare Attila Görög tempo fa all’Università di Amsterdam, dove insieme ai suoi colleghi aveva tenuto una presentazione su terminologia e dintorni.  Ieri ho scoperto che, oltre al lavoro con NedTerm, Görög ha un blog, Terminology, Computing and Translation, dedicato alla creazione e gestione delle TM e dei database terminologici. Leggermente tecnico, ma leggibilissimo e interessante.

La sua attività/ditta si chiama invece Exact Term ed offre  servizi rivolti principalmente alle agenzie, ma anche per traduttori freelance con sogni di grandezza.

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La fatica dell’essere genio

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David Brooks, giornalista del New York Times, propone una nuova definizione di genio:

The latest research suggests a more prosaic, democratic, even puritanical view of the world. The key factor separating geniuses from the merely accomplished is not a divine spark. It’s not I.Q., a generally bad predictor of success, even in realms like chess. Instead, it’s deliberate practice. Top performers spend more hours (many more hours) rigorously practicing their craft.

A tale proposito menziona anche il libro Talent  Is Overrated di Geoff Colvin:

According to Colvin, Ben Franklin would take essays from The Spectator magazine and translate them into verse. Then he’d translate his verse back into prose and examine, sentence by sentence, where his essay was inferior to The Spectator’s original.

Con Ben Franklin si intende ovviamente Benjamin Franklin, che nella sua autobiografia dà una descrizione precisa del suo esperimento di imitazione stilistica:

About this time I met with an odd volume of the Spectator. I had never before seen any of them. I bought it, read it over and over, and was much delighted with it. I thought the writing excellent, and wished, if possible, to imitate it. With that view, I took some of the papers, and making short hints of the sentiment in each sentence, laid them by for a few days, and then, without looking at the book, tried to complete the papers again, by expressing each hinted sentiment at length and as fully as it had been expressed before, in any suitable words that should come to hand. I then compared my Spectator with the original, discovered some of my faults and corrected them. But I found I wanted a stock of words, or a readiness in recollecting and using them, which I thought I should have acquired before that time if I had gone on making verses; since the continual occasion for words of the same import, but of different length, to suit the measure, or of different sound for the rhyme, would have laid me under a constant necessity of searching for variety, and also have tended to fix that variety in my mind, and make me master of it. Therefore I took some of the tales and turned them into verse; and, after a time, when I had pretty well forgotten the prose, turned them back again. I also sometimes jumbled my collections of hints into confusion, and after some weeks endeavored to reduce them into the best order, before I began to form the full sentences and compleat the paper. This was to teach me method in the arrangement of thoughts. By comparing my work afterwards with the original, I discovered many faults and amended them; but I sometimes had the pleasure of fancying that, in certain particulars of small import, I had been lucky enough to improve the method or the language, and this encouraged me to think I might possibly in time come to be a tolerable English writer, of which I was extremely ambitious.

A questi si aggiunge Malcom Gladwell, che nel suo ultimo libro Outliers spiega che per arrivare al successo in un determinato settore occorrono la bellezza di (o solamente –  a secondo dei punti di vista)  10.000 ore di duro lavoro/studio.

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