Trasloco/Moved/Verhuisd

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2010

Goals for 2010:

Concentration, humour, friendship, ambition, courage, good cheer.

An end to:

Paranoia, timidity, self-pity, evil, resentment.

Votate!

Il Taccuino di Traduzione 2.0 è stato nominato, insieme a ben 99 altri blog, nella categoria Language Professionals.

Come potete ben immaginarvi, vi scongiuriamo di votare per noi.

Grazie.

Postato da: IM

Nel frattempo…

Nelle prossime settimane non ci saranno molti post. Perché non abbiamo nulla da dire, siamo impegnate e stiamo preparando alcune cose nuove, di cui parleremo in seguito…

Portate pazienza.

Postato da: IM

Domanda

Uno dei punti all’ordine del giorno durante la conferenza di ProZ, che si terrà in Olanda il 21 e 22 novembre prossimi, è

– What does a translation agency expect from a translator?

Perché non ci si domanda mai il contrario?

Postato da: IM

Perché scrivere?

Oblomov

“…Ma scrivere sempre, consumare il proprio pensiero, la propria anima in piccolezze, cambiar d’opinione, fare commercio della propria mente e della propria fantasia, forzare la propria natura, agitarsi, ribollire, ardere, non conoscere tregua e muoversi di qui e di là… E scrivere sempre, scrivere sempre, come una ruota, come una macchina: scrivi domani, dopodomani; arriva la festa, viene l’estate , e lui scrive sempre. E quando fermarsi e riposare? Disgraziato!”

Da:  I. Goncarov, Oblomov, pag. 28 (edizione Einaudi)

Perle di saggezza

saggezza

Is it true?

Is it nice?

Is it necessary?

Vero, gentile, necessario. Sono i tre principi su cui, secondo i Sufi, dovrebbe essere incentrata la comunicazione fra le persone.

Carol Fisher Saller, autrice di un breve ma necessario manualetto dal titolo The Subversive Copy Editor, si è indubbiamente ispirata a questi principi per formulare le regole che un bravo redattore (e nel mucchio ci mettiamo anche i correttori di traduzioni) dovrebbe seguire.

Eccole:

Is it wrong? Maybe it’s just different.

Is it confusing? Confusion is a lesser form than wrong and calls for intervention.

Is it ugly? There is the occasional sentence in which a writer’s decision isn’t wrong of confusing, but, aesthetically speaking, you know it will lie badly on the printed page and thereby hinder the reader.

(C.F. Saller, The Subversive Copy Editor, pagg. 64-66)

Saller, senior editor press la University of Chicago Press e responsabile per la sezione Q&A del Chicago Manual of Style Online, indica anche altri tre elementi che si dovrebbero riscontrare nel comportamento di un redattore: cautela (nei rapporti con gli autori e i clienti), trasparenza (= collaborazione con il cliente/l’autore/il traduttore), flessibilità (che cosa si può e non si può negoziare).

Non acquistate il libro se siete alla ricerca di istruzioni o regole specifiche per imparare a redigere un testo. In tal caso vi conviene memorizzare una buona grammatica e tenere sulla scrivania un manuale di stile e un dizionario. L’autrice offre invece una serie di preziosissimi consigli ben meditati per comportarsi da professionisti.

Per redattori. Caldamente consigliato anche ai traduttori. Da rileggere periodicamente.

Postato da: IM

Quotable: Toni Morrison on language

TONI_MORRISON,0
The systematic looting of language can be recognized by the tendency of its users to forgo its nuanced, complex, mid-wifery properties for menace and subjugation. Oppressive language does more than represent violence; it is violence; does more than represent the limits of knowledge; it limits knowledge. Whether it is obscuring state language or the faux-language of mindless media; whether it is the proud but calcified language of the academy or the commodity driven language of science; whether it is the malign language of law-without-ethics, or language designed for the estrangement of minorities, hiding its racist plunder in its literary cheek – it must be rejected, altered and exposed. It is the language that drinks blood, laps vulnerabilities, tucks its fascist boots under crinolines of respectability and patriotism as it moves relentlessly toward the bottom line and the bottomed-out mind. Sexist language, racist language, theistic language – all are typical of the policing languages of mastery, and cannot, do not permit new knowledge or encourage the mutual exchange of ideas.

Toni Morrison, Nobel Lecture, 7 dicembre 1993

Pausa

fine

Je suis une table

donald-hall-sitting

Je suis une tableDonald Hall

It has happened suddenly,
by surprise, in an arbor,
or while drinking good coffee,
after speaking, or before,

that I dumbly inhabit
a density; in language,
there is nothing to stop it,
for nothing retains an edge.

Simple ignorance presents,
later, words for a function,
but it is common pretense
of speech, by a convention,

and there is nothing at all
but inner silence, nothing
to relieve on principle
now this intense thickening.

Postato da: IM


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