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Quotable: Toni Morrison on language

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The systematic looting of language can be recognized by the tendency of its users to forgo its nuanced, complex, mid-wifery properties for menace and subjugation. Oppressive language does more than represent violence; it is violence; does more than represent the limits of knowledge; it limits knowledge. Whether it is obscuring state language or the faux-language of mindless media; whether it is the proud but calcified language of the academy or the commodity driven language of science; whether it is the malign language of law-without-ethics, or language designed for the estrangement of minorities, hiding its racist plunder in its literary cheek – it must be rejected, altered and exposed. It is the language that drinks blood, laps vulnerabilities, tucks its fascist boots under crinolines of respectability and patriotism as it moves relentlessly toward the bottom line and the bottomed-out mind. Sexist language, racist language, theistic language – all are typical of the policing languages of mastery, and cannot, do not permit new knowledge or encourage the mutual exchange of ideas.

Toni Morrison, Nobel Lecture, 7 dicembre 1993

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Pausa

fine

Je suis une table

donald-hall-sitting

Je suis une tableDonald Hall

It has happened suddenly,
by surprise, in an arbor,
or while drinking good coffee,
after speaking, or before,

that I dumbly inhabit
a density; in language,
there is nothing to stop it,
for nothing retains an edge.

Simple ignorance presents,
later, words for a function,
but it is common pretense
of speech, by a convention,

and there is nothing at all
but inner silence, nothing
to relieve on principle
now this intense thickening.

Postato da: IM

Sociale e poetico

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Un articolo di IT News su come TED ha organizzato il lavoro di traduzione aperta e gratuita da parte di volontari, al fine di sottotitolare tutte le conferenze in pù di 40 lingue:

Per lanciare il Progetto traduzione aperta, alcuni discorsi sono stati tradotti da professionisti in 20 lingue. Ma tutte le traduzioni future saranno fornite da volontari. In effetti, i traduttori volontari hanno dato il loro contribuito al progetto con oltre 200 traduzioni pubblicate (e con altre 450 in corso di realizzazione). Questi volontari vanno da gruppi bene organizzati che lavorano insieme nella loro lingua, a singoli traduttori che lavorano individualmente e che sono abbinati ad altri da TED. […] Per garantire la qualità delle traduzioni, TED ha definito una serie di linee guida e di sistemi per aiutare i traduttori nella realizzazione di lavori di ottima qualità. Per iniziare, viene fornita una trascrizione realizzata da professionisti (e approvate dall’oratore) in inglese, in questo modo tutte le traduzioni si basano sullo stesso documento di origine. TED poi richiede che ogni traduzione sia revisionata da un secondo parlante, fluente, prima di essere pubblicata; sia il traduttore che il revisore ricevono credito sul sito. TED ha il controllo sul tasto finale “pubblica” (niente viene pubblicato “automaticamente”), e ci sono dei meccanismi di feedback per le comunità in essere e per apportare migliorie dopo la pubblicazione.

Il resto dell’articolo è qui.

Continuando con un tono più poetico, si è concluso da poco il sondaggio della Dante Aligheri: quali versi meglio rappresentano l’Italia di oggi? Al primo posto, ovviamnete, i versi del Purgatorio (76-78):

Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!”,

Altri poeti che si sono aggiudicati un po’ d’attenzione: Mameli, Carducci, Leopardi, Manzoni e, miracolosamente, Pasolini con Il canto popolare.

Il riassunto dei risultati è disponibile qui.

Postato da: IM


Terminologicamente parlando (2)

linearb2

Ci sono due siti (e forse di più) che in questi giorni stanno mandando in visibilio la comunità dei traduttori.

Il primo si chiama Linguee, che raccoglie un corpus bilingue dei testi presenti su Internet. E’ utile forse e soprattutto per chi lavora con la combinazione tedesco < > inglese.

L’altro si chiama Linear B (da non confondersi con le tavolette scoperte a Creta)  e offre diverse combinazioni linguistiche.

Margaret di Transblawg li ha messi severamente alla prova e ha postato qui e qui i suoi risultati.

Personalmente, ho provato la combinazione olandese < > italiano utilizzando parole abbastanza comuni, ma di difficile traduzione (una delle quali era draagvlak). I risultati sono stati a dir poco insufficienti. La combinazione inglese < > italiano offre risultati migliori, ovviamente a seconda della specificità del termine cercato.  Anche se purtroppo non viene indicata la provenienza delle traduzioni raccolte, penso che entrambi i siti possano offrire degli spunti di ricerca nei casi in cui si rimane completamente bloccati, terminologicamente parlando.

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Terminologicamente parlando

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Ho avuto l’occasione di ascoltare Attila Görög tempo fa all’Università di Amsterdam, dove insieme ai suoi colleghi aveva tenuto una presentazione su terminologia e dintorni.  Ieri ho scoperto che, oltre al lavoro con NedTerm, Görög ha un blog, Terminology, Computing and Translation, dedicato alla creazione e gestione delle TM e dei database terminologici. Leggermente tecnico, ma leggibilissimo e interessante.

La sua attività/ditta si chiama invece Exact Term ed offre  servizi rivolti principalmente alle agenzie, ma anche per traduttori freelance con sogni di grandezza.

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Al femminile

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Ottimo l’articolo pubblicato sul Guardian sabato scorso e dedicato alle scrittrici americane, il cui lavoro viene spesso oscurato, senza motivi fondati, da quello dei colleghi uomini.

Moreover, serious women writers are much less likely than men to celebrate themselves, like Whitman (who anonymously and ecstatically reviewed Leaves of Grass) or to advertise themselves, like Mailer; and women are judged much more harshly if they are seen as self-promoting or self-important attention-seekers. As a result, they have lower public profiles and less name recognition. They do not marry models, actors or movie stars; they do not get chosen for People magazine’s “most beautiful” people of the year; they do not run for political office; they do not stab their spouses or get into brawls on the street; they do not carry sawn-off shotguns in the front of their cars. On the other hand, they don’t refuse to appear on Oprah, or brag about staying a little drunk every day; they do not become notorious recluses or unapproachable gurus. They are less likely to be in the headlines, the tabloids and the magazines, and less likely to be in the minds of literary list-makers.

L’articolo, disponibile qui, contiene molti spunti per letture interessanti. Da parte mia, non vedo l’ora di ascoltare Toni Morrison, il 20 maggio, ad Amsterdam.

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