Due Blog

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Da segnalare:

Squiggles:  il blog (in olandese) di Cora Bastiaansen, traduttrice.

Lo scopriremo solo scrivendo: il blog di una copywriter italiana, che desidera rimanere anonima (ma non troppo).

Postato da: IM

7 Responses to “Due Blog”


  1. 1 Luigi Muzii 24 marzo 2009 alle 11:09 pm

    L’anonimato, quando si apre un blog, proprio non lo capisco. Se si vuole tenere un diario riservato, tanto vale non renderlo pubblico. Se, invece, si desidera far conoscere il proprio pensiero, perché non rivendicarne la titolarità?

  2. 2 loscopriremosoloscrivendo 25 marzo 2009 alle 10:53 am

    Ciao “Barbaro”,
    cliccando sui link sparsi nei vari post, la mia identità si evince facilmente: è che mi ci vuole un po’ di tempo per abituarmi alla visibilità e vincere la timidezza.
    FDM, aka copydimare

  3. 3 Luigi Muzii 25 marzo 2009 alle 1:00 pm

    OK, dal momento che si tratta di un’ex concittadina, e vista la richiesta di attenzione di una persona per cui ho la massima stima, ho contrastato la mia connaturata pigrizia e fatto uno sforzo. Visto anche il cognome assonante, tengo botta e scrivo due righe di commento, ma solo per dire che non cambio idea: l’anonimato ha una sua logica dal punto di vista tecnico, ma è incomprensibile quando si desidera e si cerca anche solo un minimo di esposizione. Sono un orso ottuso e scontroso e non vedo perché dovrei impegnarmi per individuare l’identità di qualcuno che vuole comunicare con me o, peggio, a me.
    Alla mia età i complimenti, anche quando intimamente riconosco essere meritati (e magari cercati) mi fanno ancora arrossire, ma non si tratta di timidezza. Pudore? Scarsa autostima? Educazione?
    Chissà perché tutti gli attori (esibizionisti per eccellenza) cui si dà voce per un’intervista finiscono irrimediabilmente per definirsi timidi. Adesso anche i blogger?

  4. 4 loscopriremosoloscrivendo 25 marzo 2009 alle 5:33 pm

    Anche l’ex concittadina dal cognome assonante, che non ancora osa definirsi blogger a tutto tondo, non cambia idea, almeno per il momento: ad ognuno i suoi tempi, le sue timidezze e le sue esibizioni.

  5. 5 ennemme 25 marzo 2009 alle 7:03 pm

    Magari l’anonimato (che poi nella maggior parte dei casi è solo fittizio) serve a sottrarsi a un certo voyeurismo (di colleghi, conoscenti, amici e/o parenti che digitano il tuo nome e cognome su un motore di ricerca per vedere che cosa combini) e allo stesso tempo fa sì che si sia eventualmente seguiti e giudicati per quello che si scrive e non per chi si è o si è stati. Insomma, mette un po’ al riparo da occhi indiscreti e contemporaneamente ci fa partire da una sorta di tabula rasa, come se inaugurassimo una nuova vita, sotto una nuova identità, o comunque allestissimo una nuova casa, su fondamenta nuove, e che dovrà dimostrare da sola la sua capacità di tenuta nel tempo. Serve quindi a creare un piccolo stacco dalla vita reale, che così com’è non è detto ci soddisfi in pieno (se lo facesse, probabilmente ce ne staremmo buoni buoni, dediti soltanto alle nostre occupazioni abituali), e in certi casi a gettare le premesse o trovare il coraggio per qualcosa di nuovo.
    Quanto alla “timidezza” dei blogger, dal mio punto di vista eccome se c’è: ho la sensazione – per non dire quasi la certezza – che a tu per tu, a voce, non diremmo mai tante delle cose che ci scappano dette su un blog o, se per questo, anche un’email. È il mezzo elettronico, forse, che, senza rendercene conto, con il tempo ci fa mollare tante difese, persino al punto di ribaltare la nostra immagine, o quantomeno quella che ci piace coltivare. Così, un timido e un taciturno patologico come me, per esempio, qui in rete può finire per apparire l’esatto opposto, proprio come un attore che di definisca timido davanti a un pubblico o a una macchina da presa. In ogni caso, aldilà delle varie maschere che anche qui possiamo indossare, spesso rischiano di venire fuori tratti della nostra vera natura che invece nella realtà, per un motivo o per l’altro, evitiamo accuratamente di esibire. E consci di questo, l’anonimato, vero o fittizio, può rappresentare un’ultima difesa, tolta la quale ci sentiremmo completamente nudi e a quel punto forse taceremmo.

  6. 6 francomarri 26 marzo 2009 alle 3:15 am

    Cito Luigi:

    “l’anonimato … è incomprensibile quando si desidera e si cerca anche solo un minimo di esposizione” e la risposta a http://aboutranslation.blogspot.com/2009/03/comments-on-blogs-il-barbaro.html

    Luigi ci sta forse dicendo che dalla comunicazione in Internet andrebbe escluso chi per natura non è egocentrico ed esibizionista? Non pensa che COSA si dice, se rilevante e non offensivo, è più importante di CHI lo dice?

    Luigi potrebbe anche spiegarci cosa c’entrano i complimenti che ci dice di ricevere con le scelte della blogger FDM. Conosciamo la sua passione per gli ortaggi, un esempio di cavoli a merenda?

    FM

  7. 7 isabellamassardo 26 marzo 2009 alle 8:38 am

    Scusate se intervengo. Cerchiamo di non perdere di vista l’obiettivo del mio post: segnalare il blog di un’amica che scrive bene.

    Non è mia abitudine sbattere la gente fuori di “casa”, ma questa discussione sull’anonimato sì/anonimato no non potreste continuarla sui rispettivi blog/siti?

    Naturalmente i commenti ad hoc sui vari post sono sempre ben accetti.

    Grazie.


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