La specie agnostica: ignorante, indifferente o indecisa?

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Il 12 febbraio di quest’anno era il bicentenario della nascita di Darwin. E fino ad ora le pubblicazioni non si sprecano (anche perché a novembre ci sarà il centocinquantenario della pubblicazione de L’origine delle specie).  Il libro migliore pubblicato in Italia per quest’occasione è probabilmente il volumetto di Piergiorgio Odifreddi, intitolato In principio era Darwin (Longanesi), in cui lo scienziato italiano ripercorre brevemente le varie tappe della teoria sull’origine delle specie.

Uno dei primissimi sostenitori di Darwin fu il biologo inglese Thomas Huxley, che per il fervore con cui difendeva la teoria evolutiva venne soprannominato Darwin’s bulldog o, come traduce Odifreddi, il mastino di Darwin.

Per dare un’idea del caratterino di Huxley, Odifreddi riporta il seguente aneddoto (pag. 64):

Il 30 giugno 1860, ad esempio, a meno di un anno dalla pubblicazione dell’opera, si tenne a Londra un famoso dibattito tra il biologo Thomas Hyxley (poi soprannominato il mastino di Darwin) e il vescovo Samuel Wilberforce, in cui il secondo domandò “spiritosamente” al primo se riteneva di discendere da una scimmia da parte di nonna o di nonno, ma dovette incassare la seguente risposta: “Io trovo meno vergognoso discendere da una scimmia che da una persona che usa la propria intelligenza per oscurare la verità.”

Altro fatterello interessante: sebbene la parola agnostic appaia per la prima volta nel 1859, in una lettera di una certa Isabel Arundell, a quanto si dice, Huxley è responsabile per aver coniato questo termine.

Lo stesso Huxley  spiegò più volte chiaramente che cosa intendeva dire:

It [agnostic] came into my head as suggestively antithetic to the ‘gnostic’ of Church history, who professed to know so much about the very things of which I was ignorant.. […]

Some twenty years ago, or thereabouts, I invented the word ‘Agnostic’ to denote people who, like myself, confess themselves to be hopelessly ignorant concerning a variety of matters, about which metaphysicians and theologians, both orthodox and heterodox, dogmatise with utmost confidence…. […]

Un articolo interessante dedicato alla storia della parola agnostic è qui.

Oggi il termine inglese viene usato nel seguente significato (tratto dal Merriam Webster):

1: a person who holds the view that any ultimate reality (as God) is unknown and probably unknowable ; broadly : one who is not committed to believing in either the existence or the nonexistence of God or a god2: a person unwilling to commit to an opinion about something <political agnostics>

Lo Zingarelli 2009 online definisce il termine agnostico nel seguente modo:

agg. (pl. m. -ci)
1 (filos.) Relativo all’agnosticismo.
2 (est.) Di chi mostra indifferenza, spec. riguardo ai problemi etici, religiosi e sim.

Leggermente diversa è la  definizione del De Mauro:

1 agg. TS filos., dell’agnosticismo
2 agg., s.m. TS filos., che, chi fa professione di agnosticismo | CO estens., che, chi non prende posizione riguardo a problemi religiosi, politici, sociali, ecc

Fra l’altro, al giorno d’oggi a difendere le teorie di Darwin non c’è più un mastino, ma un rottweiler, nella persona di Richard Dawkins.

Per gli interessati all’evoluzione: in questi giorni la BBC sta trasmettendo una serie dal titolo Darwin’s Dangerous Idea.

Postato da: IM

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