Est vs. Ovest

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Quali sarebbero le forme della nostra società se Oriente e Occidente avessero elaborato, ognuno per conto suo, civiltà scientifiche distinte? Come differirebbero le nostre vite? […] Se, di fronte all’Occidente, avessimo adottato sin dall’inizio un atteggiamento meno servile, oggi non solo indosseremmo altri abiti, mangeremmo altri cibi, abiteremmo altre case,ma diverse sarebbero anche la nostra politica, la nostra religione, la nostra arte, la nostra economia. Tutto sarebbe altro, e orientale.

Vorrei fare un esempio molto semplice.  Qualche tempo fa, sul Bungei Shunju, ho pubblicato un articolo in cui comparavo la penna stilografica e il pennello da calligrafia. Supponiamo ora che inventori della penna stilografica siano stati un Giapponese o un Cinese dell’antichità; certamente all’estremità della stilografica vi sarebbe oggi un pennello, e non una punta metallica. Probabilmente, scivolerebbe dal serbatoio un inchiostro simile a quello di China, non il liquido blu che scende oggi. E, la carta occidentale mal convenendo al pennello, si produrrebbe industrialmente qualcosa di simile alla carta della nostra tradizione, una sorta di hanshi modificato. O forse, avremmo inventato una carta nuova, adatta tuttavia ai morbidi peli dei pennelli “stilografici”. Se carta, inchiostro, pennello si fossero sviluppati in questa forma originale, chi avrebbe prestato orecchio ai fautori di inchiostri blu, e di punteruoli metallici? I partigiani dei caratteri occidentali non avrebbero trovato seguito, e tutti sarebbero ancora incantati dagli ideogrammi e dai kana. Ma non basta: forse non avremmo scimmiottato fino alla spudoratezza il pensiero occidentale;  forse la nostra letteratura avrebbe percorso una strada sua propria, e originale. Così un oggetto di modesta apparenza, un mero articolo di cancelleria, può, nell’universo della cultura, ripercuotersi, con i suoi effetti, sin quasi all’infinito.

Junichiro Tanizaki, Libro d’ombra. Pagg 16-18. Traduzione di Atsuko Ricca Suga.

Postato da: IM

1 Response to “Est vs. Ovest”


  1. 1 Luigi Muzii 9 marzo 2009 alle 8:48 am

    Purtroppo, Tanizaki, in Italia, sarà indissolubilmente legato a “La Chiave”, libro peraltro raffinatissimo, come è, da sempre, la maggior parte degli intellettuali e degli artisti giapponesi.
    Così a Banana Yoshimoto resterà appiccicato il cliché usato dal marketing editoriale nostrano per proporla a lettori altrimenti, evidentemente, svogliati e Miyamoto Musashi sarà il faro di una certa “cultura” di destra incapace di esprimersi.
    Sulle tecnologie di scrittura, poi, ci sarebbero anche altre riflessioni da fare. Io, per esempio, adoro scrivere con penne a inchiostro liquido, essendo le stilografiche divenute piuttosto oggetti di culto, e sono convinto che se, invece, si tornasse a usarle per insegnare a scrivere ai bambini, si vedrebbero meno zampe di gallina e, forse, alla lunga, anche miglior espressione, se non altro, perché impongono un’impugnatura che impedisce di zappare sul foglio.


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