Poliglotti

poliglotti

Da qualche settimana la notizia di un traduttore/interprete dell’Ue che parla 40 lingue sta facendo il giro del mondo  in trafiletti lunghi e corti, su internet e su carta. Per questo ho deciso di riportarla qui, insieme ad alcune altre informazioni.

Il traduttore/interprete in questione sarebbe il cipriota Ioannis Ikonomou. Pare che sia una spugna quando si tratta di imparare le lingue straniere. L’inglese l’ha imparato a 5 anni dai turisti, l’olandese lo ha tenuto impegnato per qualche mese, durante un corso estivo a Utrecht, e l’unica lingua che è riuscita a frenarlo è  il vietnamita. Il suo segreto per riuscire a imparare le lingue rapidamente:  immergersi completamente nella cultura dell’idioma che si sta imparando. Il che significa anche cambiare abitudini alimentari e religiose per tutto il tempo necessario all’apprendimento.

Di poliglotti come il signor Ikonomou ce ne sono (stati) altri. Per esempio Ziad Fazah, nato nel 1954 in Brasile, parla la bellezza di 56 – 58 lingue, e la stampa brasiliana l’ha definito torre de babel ambulante. Nel XVII secolo l’olandese Anna Maria von Schurman parlava 14 lingue, e ai giorni nostri la signora  Kato Lomb, ungherese, si è aggiudicata non meno di 17 idiomi.  Teniamo poi presente che in paesi come Singapore, la popolazione parla per lo meno due o tre lingue/dialetti.

E che dire del nostro Giuseppe Gaspare Mezzofanti, il più interessante di tutti:  nato a Bologna, figlio di un falegname, compie studi classici e diventa missionario. Grazie alle sue abilità linguistiche e la sua devozione religiosa, nel 1814 arriva a Roma  e diventa cardinale. Si dice che parlasse da 18 a 40 lingue. Lo stesso Cardinale Mezzofanti si vantava non troppo cristianamente di conoscerne da 40 a  78. E dopo la sua morte, il nipote Gaetano Minarelli concluse che lo zio doveva conoscere all’incirca 114 lingue.

Prima di restare a bocca aperta e poi morire d’invidia, è importante tenere presente quanto affermato da Michael Parkvall nel suo bellissimo Limits of Language:

What is also paramount to recognise is the fact – obvious though it may seem – that language competence is relative. How well do you need to speak language X in order to be considered competent in it? It would be surprising indeed if some of the reports on someone being “fluent” in this or that language did not overstate that person’s knowledge. [pagina 143]

Postato da: IM

1 Response to “Poliglotti”


  1. 1 Luigi Muzii 24 febbraio 2009 alle 10:45 am

    Io avrei cominciato dalla fine…


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