Fischi per fiaschi e lucciole per lanterne

chickenshrug

Una frase scritta e una frase detta. Le stesse parole, messe in fila una dopo l’altra, ma il significato può essere opposto. La comunicazione è molto più di un segno sulla carta: passa attraverso una pausa, un’intonazione, un respiro, è emozione che filtra dalla voce e dai movimenti di chi parla. C’è un cortocircuito tra il linguaggio scritto e quello parlato, un gap che è visibile soprattutto quando si tratta di documenti delicati, come le intercettazioni giudiziarie.

L’articolo di Repubblica, “Dipende come lo dici”,  da cui è tratto questo brano conduce a un sito interessante sui codici della comunicazione parlata, e linka a telegiornali vecchi e nuovi per farci vedere come è cambiato l’italiano.

E un’osservazione interessante in chiusura:

La lingua degli altri. Da un’evoluzione globale al parlato degli immigrati. Per chi è straniero imparare i “codici” del nuovo idioma non è affatto semplice: non basta la grammatica, non è sufficiente memorizzare parole ed espressioni. A darne la prova è lo studio di Anna De Meo dell’Orientale di Napoli, che ha analizzato l’interazione tra un gruppo di studenti cinesi, buoni conoscitori dell’italiano, e i loro colleghi campani. I ragazzi dovevano simulare una scena tra coinquilini che si criticano per le pulizie in casa.

“I giovani cinesi non riuscivano nel loro intento, pur esprimendosi con parole chiare”, spiega De Meo. Il motivo? “Chi è straniero deve acquisire un pacchetto di norme per interagire con gli altri, ma siccome tende a usare quelle della sua cultura si creano incomprensioni”. Capita con le critiche, ma anche con l’ironia. “Non basta studiare una lingua, bisogna superare anche la barriera di queste norme comunicative”, conclude De Meo. Sfumature, tonalità, gesti. Che forse sono l’ultimo passo verso l’integrazione vera.

Postato da: IM

1 Response to “Fischi per fiaschi e lucciole per lanterne”


  1. 1 Luigi Muzii 23 febbraio 2009 alle 6:41 pm

    La versione in inglese del sito è tutta da gustare. Noio, volevan, volevon, savuar….


Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Visitatori

  • 155,861 visitatori

a

Ongoing Tweets


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: