Lessicograficamente parlando

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In The Nation, Caleb Crain parla di slang e dizionari:

There’s more slang in the world than dictionaries can capture, and there’s no reason for them to repeat one another’s labor. Absent from both the Oxford and the Routledge, for example, are “lede,” “hook” in its journalistic sense (unless you count the seventeenth meaning given by Routledge: “in a confidence swindle, the stage in the swindle when the victim is fully committed to the scheme”), “nut graf,” “disco rice,” “cougar” and “kittenhead.” (I ought to confess, though, that the Oxford taught me “zhoosh,” and the Routledge “thirty-three” and “long-winded.”) It is easy and uncharitable to prolong such a list, but I’m unable to resist adding that neither dictionary mentions “beemo,” the mildly pejorative word for a zealous student that haunted my 1970s childhood in central Massachusetts; “gaybait,” a generalized taunt from the same milieu, whose literal meaning occurred to none of us there, I’m fairly sure; “demap,” a synonym for kill coined by David Foster Wallace in Infinite Jest; “muzzleloader,” gay slang for someone who shares what is said to have been Alfred Kinsey’s chief sexual perversion and which means what you think it means; “sketchy,” an adjective that I overheard on the subway just last night in reference to a potentially dangerous situation; or “money quote,” a piece of blogger’s cant patterned after a term of art in the porn industry and used to introduce a crucial excerpt–the nut graf as seen from the other side of the table. Both dictionaries dip into Internet slang–the Routledge knows what it means for a McCain adviser to complain that Sarah Palin didn’t have the “bandwidth” to prepare for her media interviews, and the Oxford is down with “warez” as a synonym for pirated software or media–but neither mentions the new Internet-accelerated interjections “meh” (“I am unimpressed”) or “teh” (“I am emphasizing and ironizing simultaneously by deliberately mistyping the word ‘the,'” often used in conjunction with the spurious plural “Internets,” which was pioneered by George W. Bush during the 2004 presidential debates).

Il resto dell’articolo è qui.

Nel Sole24ore, Vito Lops ci propone un minuscolo elenco anti-crisi, con, per esempio, stagflazione:

Stagflazione. Deriva dalla combinazione dei termini stagnazione e inflazione. È, pertanto, quella situazione in cui sono contemporaneamente presenti sia un aumento generale dei prezzi (inflazione) che una mancanza di crescita dell’economia in termini reali (stagnazione economica).

Su Politicamentecorretto.com, Maurizio De Rosa presenta un altro dizionario di mostruoso interesse, quello dei prestiti e dei parallelismi. Gli autori sono Massimo Peri e Amalia Kolonia.

Il dizionario di Kolonia e di Peri intende appunto fornire allo studioso, allo studente, al curioso o al semplice appassionato un elenco alfabetico di queste parole, circa dodicimila, che rimbalzano nei secoli da una sponda all’altra dell’Adriatico, accompagnate con una serie di note etimologiche, storiche e grammaticali che ne lumeggiano la profondità e ne agevolano l’apprendimento. Si tratta di uno strumento inedito, agile, divertente da leggere e utile da approfondire, che anche il lettore di media cultura, o memore del greco classico studiato al liceo, troverà di grande interesse. Il dizionario è altresì corredato da una serie di tabelle di trascrizione di pronuncia dell’alfabeto greco e, come fanno notare i curatori, si offre come un banchetto improntato alla logica greca dell’ola mazì, cioè delle vivande servite “tutte insieme” da cui ciascuno può liberamente spizzicare a suo piacimento, alla scoperta del “greco che si sa già”.

La recensione completa è qui.

Del Zanichelli 2009 parla Gian Luigi Beccaria:

Termini come tom tom, you tube, second life, smartphone, webmail, adsl fanno ufficialmente parte della lingua italiana e, ormai consolidati nell’uso comune, entrano di diritto nell’edizione 2009 del vocabolario della Zanichelli.
Insieme a tanti anglismi meno tecnologici come bodyguard, phone center, babyparking, gate. E si ritagliano il loro spazio nella società ecopass e photored (tanto odiati dagli automobilisti italiani).

La breve recensione è qui.

Grazioso e realistico, invece,  l’articolo di Liz Potter, A day in the life of a 21st century lexicographer

Postato da: IM


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