Fake!

fakelv

La tecnologia moderna permette che il processo di riproduzione sia più a buon mercato e più accessibile, facilitando la produzione di prodotti contraffatti. Le copie abbondano, sono poco costose e soddisfano l’ossessione contemporanea di impossessarsi immediatamente e facilmente di tutti i prodotti.

I falsi sono cloni imperfetti dell’originale, perché lo riciclano continuamente durante il processo produttivo. Va da sé che sono privi dell’aura, ma, a differenza dell’originale, tutti possono accedervi e possederli. Questa è la chiave del compromesso tra le imitazioni e gli originali. Il riciclaggio dell’aura massimizza la reperibilità degli originali a livello globale. Neanche la cultura sfugge a questa tendenza. Il successo di libri e film come Il codice da Vinci illustra bene il bisogno di racconti della storia dell’arte e della religione riciclati e accessibili a tutti. In modo analogo, i romanzi best-seller di ambientazione storica soddisfano il desiderio dei lettori di consumare in fretta storia e cultura, come prodotti usa e getta che consentono l’evasione dalla prigione della realtà quotidiana. La cultura diventa un prodotto commerciale e la tecnologia moderna ne offre una versione romanzata, a buon mercato, nelle librerie degli aeroporti o nei supermercati, sui siti web o sul grande schermo.

Loretta Napoleoni, Economia canaglia, Il Saggiatore, 2008, pag. 110.

La borsetta Fake nella foto è nata da un’idea di Bea Correa, designer brasiliana residente in Olanda (il suo sito è Mindwhatyouwear).

Postato da: IM

1 Response to “Fake!”


  1. 1 poetaselvaggio 7 dicembre 2008 alle 5:25 pm

    A me la Napoleoni piace, perché di solito non le manda a dire, anche in questo caso in cui mi sento coinvolto. A me i romanzi di ambientazione storica piacciono, soprattutto quando personaggi di fantasia incontrano personaggi storici reali. Il libro che negli ultimi anni mi è piaciuto di più è An Instance of the Fingerpost di Ian Pears, ambientato durante la guerra civile inglese, ma ho apprezzato anche Scipio’s Dream. Sono prodotti usa e getta? Può darsi, ma se leggendo il libro di Pears il lettore che non conosce la storia inglese è spinto a imparare qualcosa su Cromwell o Locke, se leggendo i libri della Doody riprende in mano la storia della filosofia, o se sfogliando The Poe Shadow si riavvicina alle opere di Poe, quali sono i danni che procura la cultura commerciale e a buon mercato?


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