Lotta fra titani – II

Questa volta si tratta di Google e Microsoft, che fanno a gara per offrire il servizio di OpenID, una specie di passaporto digitale, e, quindi, schedare il mondo intero.

I BIG – Attualmente esistono già vari OpenID relying party, alcuni grossi OpenID provider in attesa, ma ben pochi utenti che usufruiscano del servizio: la tecnologia è relativamente nuova e l’uso è limitato ai navigatori più smaliziati. Da qualche giorno però sono entrati in gioco come provider due grandi player dell’IT che potrebbero cambiare le carte in tavola. Microsoft che dal 2009 renderà il servizio disponibile per gli utenti Windows Live e Google con i suoi account GMAIL.

PROBLEMI – Con le novità arrivano anche i problemi. Da un lato l’ipotesi di una nuova guerra tra Microsoft e Google, perché gli utenti registrati sull’uno non potranno usare il proprio ID per accedere ai servizi dell’altro. Si parla già di stagnazione. Dall’altro ci sono tutte le problematiche legate ad una tecnologia nuova: difficoltà d’uso, pericoli di sicurezza, stabilità. In aggiunta poi, molti utenti si chiedono se valga la pena dare ancora la propria fiducia a due colossi che negli ultimi anni hanno saputo mostrare il loro lato più oscuro: censura, controllo, monopolio.

Tutto spiegato chiaramente in questo articolo del Corriere.

Postato da: IM

1 Response to “Lotta fra titani – II”


  1. 1 luigimuzii 2 novembre 2008 alle 3:12 pm

    Nell’effettuare l’iscrizione a Facebook mi sono accorto che la procedura prevedeva la possibilità di prelevare i contatti dalla mia rubrica.

    Inizialmente, sono stato preso da un moto di stizza, poi mi sono “tranquillizzato” quando ho capito che il prelievo sarebbe avvenuto dalle rubriche Web e non avendone non avevo da temere intrusioni.

    In realtà sono anni che cerco di evangelizzare studenti e colleghi a un uso consapevole della Rete, a cominciare dal non servirsi della Webmail se non per le emergenze. Insisto sulle partizioni, sulla messa in sicurezza dei dati ecc., poi arrivano gli OpenID e mandano tutto il mio lavoro a pallino.

    È quanto meno curioso, poi, notare come sui social network gli utenti usino generalmente le loro vere identità e tendano invece all’anonimato sui blog e nei forum. È come se, scioccamente, pensassero di essere protetti dal network.

    Una cosa, però, mi conforta. Ho già scritto che intravedo la fine di Facebook proprio nella frenesia che ha preso i media. La stessa che li pervase un annetto fa riguardo Second Life, tornato ad essere quella sorta di World of Warcraft o di Dragons & Dungeons che è in realtà. Speriamo abbia ragione.

    Non credo, invece, che questa guerra ad accapararsi le identità finirà, e non solo per una banale questione di marketing (profilazione, massive mailing ecc.); Azure è infatti il futuro di Micro$oft e non solo.

    Con il signor Guglielmo Cancelli ancora in sella, un’idea del genere non avrebbe avuto spazio. Pochi, del resto, ricordano lo scetticismo, almeno iniziale, del nerd miliardiario nei confronti della Rete. Non fosse stato per Netscape saremmo tutti utenti di una rete chiusa basata su protocolli, modelli e formati proprietari.

    Il futuro sta nell’essenza originaria e primaria della Rete, i servizi. Google l’ha capito per prima; Micro$soft, come al solito, insegue. Il fatto che siano due titani in lotta, almeno permette di sperare che non ci sarà un vincitore annunciato, ma assicura pure che a farne le spese saranno gli utenti meno smaliziati.


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