Camere

Da Michael Frayn a Elisabeth Jane Howard, passando per Graham Swift, Ian Rankin, Virginia Woolf, Will Self, Dame Antonia Fraser e altri, il Guardian ci propone periodicamente immagini delle stanze di vari scrittori.

Lo stesso fa il quotidiano olandese NRC, che da qualche mese ha iniziato a pubblicare le immagini delle stanze in cui lavorano scrittori olandesi e fiamminghi. Potete vedere, per esempio, il modesto Arthur Japin, con alle spalle il pianoforte, seduto delicatamente sul divano  in pelle e assorto nella revisione del suo ultimo capolavoro. O il segaligno Harry Mulisch, in una stanza in cui, diciamo la verità, potrebbe abitare una famiglia di quattro persone (e da qualche parte deve avere anche un busto di Goethe). La stanza che batte tutte le altre? Quella di Abdelkader Benali, che chiaramente ha capito l’essenza della vita: libri, computer, CD e un grande divano. In fondo a ogni pagina, c’è l’elenco degli scrittori, le cui stanze sono state discusse in passato. Per vedere l’immagine grande sullo schermo Bekijk de werkkamer full screen e po fatela ruotare con il mouse.

I libri di Benali sono stati pubblicati in italiano nelle magnifiche traduzioni di Claudia di Palemo, Mulisch è stato tradotto da Laura Pignatti e pubblicato da Rizzoli, mentre un libro di Japin è stato tradotto sempre da Laura Pignatti per i tipi della Guanda.

Postato da: IM

3 Responses to “Camere”


  1. 1 luigimuzii 18 ottobre 2008 alle 12:25 pm

    È confortante vedere che, in fondo, sono tutte molto borghesi e un po’ banali e forse anche questo spiega il fascino del mestiere.

    Prima o poi ci faranno vedere anche le loro auto, i loro armadi, le loro scarpiere.

    Mi resta una domanda: a che scopo?

    Dovremmo forse mettere anche le foto di casa nostra sui rispettivi blog?

  2. 2 isabellamassardo 18 ottobre 2008 alle 2:06 pm

    Nessuno scopo, se non la pura curiosità. A dire il vero, a me interesserebbe vedere che libri hanno sugli scaffali questi scrittori.

  3. 3 luigimuzii 18 ottobre 2008 alle 2:50 pm

    Bella osservazione. A questo proposito, qualche tempo fa, è stato chiesto ad alcuni “intellettuali” italiani quale libro avesse loro cambiato la vita, e tutti si sono affannati a cercare risposte intelligenti e profonde.


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