Riforma

Gioisce questa mattina il corrispondente del Corriere nel Regno Unito. Leggendo il suo articolo si capisce che l’ortografia inglese gli procura qualche grattacapo e che la proposta dell’emerito professore John Wells gli piace. Assai.

John Wells, Emeritus Professor of Phonetics all’University College di Londra, nonchè presidente della Spelling Society, ha trovato la soluzione: propone di abolire le regole dello spelling, di non insegnarle più a scuola perché è tempo perso ed è un fardello che blocca l’apprendimento riempiendo la mente dei ragazzi.

Questo è quello che il prof. Wells ha detto :

This year we mark the centenary of the founding of the Spelling Society, formerly the Simplified Spelling Society, and tomorrow evening, Wednesday, we shall be holding a centenary dinner exactly one hundred years after its foundation meeting.

Since I will be leaving for Poland on Thursday morning I decided I had better get a press release issued in advance. An article duly appeared in yesterday’s Times, though unfortunately with a headline that was invented by the journalist and does not reflect my views (“Let pupils abandon spelling rules, says academic”).

What I actually called for was some freeing up of the rigidity of English spelling. Just as we have a free choice (in BrE) between organise and organize, let’s allow people, if they wish, to spell the pronouns I and you as i and u, as has already become frequent in text messaging. Let’s allow people to omit the misleading final e of have and give (compare save, drive). Lets abolish the apostrophe, or at least make it optional.

Sparked by the Times article, copy-cat reports appeared in several other daily papers. As a consequence, a whole string of radio and television stations contacted me for an interview. Yesterday I did seven radio interviews and one television interview, and today a car is due to pick me up at 06:30 to take me to yet another studio for the first of another batch.

You can listen to the five-minute contribution on the BBC World Service here. To the producer’s surprise and chagrin, the first thing my intended opponent from the Queen’s English Society, Ian Bruton-Simmonds, said was that he agreed with me. So it wasn’t as confrontational as the BBC had hoped.

E’ la rettifica pubblicata sul suo blog accademico e datata 9 settembre.

Licia Corbolante offre un commento più linguistico e spassoso all’articolo italiano.

Postato da: IM

4 Responses to “Riforma”


  1. 1 luigimuzii 16 settembre 2008 alle 8:16 am

    Notizia ghiotta, evidentemente, perché stamattina ne parlano in tanti.

    Io avevo pensato di parlarne tra qualche giorno, a freddo, ma tu mi… costringi a farlo prima.

    Comincio allora dall’emerito che ha lo stesso significato in italiano e inglese, un calco pressoché totale del latino, indicando qualcuno che non esercita più un ufficio pur conservandone il titolo. Gli italiani (o i romani?), come spesso accade, lo hanno plasmato fino a fargli anche assumere un’accezione ironica e irriverente.

    È forse a questa che si sono ispirati gli innumerevoli lettori del Times che hanno protestato per l’uscita del professor Wells fino, magari, a indurlo alla rettifica.

    Quello su cui nessuno pare essersi soffermato è il fatto che tutto sia nato dall’insofferenza di diverse aziende britanniche di fronte ai sempre più frequenti strafalcioni riscontrati nei curriculum dei loro laureati concittadini.

    È stata pressoché ignorata anche la reazione di Harrow (si attende la controreazione di Eton) dove si è deciso di cominciare l’anno scolastico con un compito di ortografia, davanti al quale c’è da chiedersi quanti sarebbero in grado di rispondere correttamente, tra gli stranieri e i “madrelingua”.

    A me è subito venuta la tentazione di proporne anche uno per l’italiano, nel quale chiedere di mettere l’accento tonico su alcune parole (perche, baule ecc.), su alcuni monosillabi (po, da, fa, si ecc.) e inserire i segni di interpunzione corretti.

    Poi ho ripensato a David Crystal e alla sterile polemica sul txtng e ho desistito.

  2. 2 luigimuzii 16 settembre 2008 alle 10:36 am

    Ho riletto la rettifica di Wells e alla libertà di scelta cui si appella, almeno per determinati casi, e mi è venuto in mente “gaol”: chi scrive più così?

    Poi ho pensato a “gas/petrol” “underground/subway” “sidewalk/pavement” ecc. e mi sono detto “Let’s call the all thing off”, sentendomi molto Fred Astaire o Louis Armstrong… C’è nessuno che vuole farmi da Ginger Rogers/Ella Fitzgerald?😀


  1. 1 Terminologia etc. : Parla come mangi 3 Trackback su 16 settembre 2008 alle 10:38 am
  2. 2 Terminologia etc. » Blog » Parla come mangi 3 Trackback su 28 febbraio 2009 alle 11:24 pm

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