News in latino

A quanto pare è online da circa quattro anni, ma il sito è stato segnalato ieri da La Stampa.

A Varsavia un gruppo di specialisti ha creato un portale di notizie aggiornate settimanalmente, il tutto rigorosamente in latino.

L’impostazione grafica del quotidiano è accattivante, elegante; la divisione delle notizie nelle diverse aree rende efficiente il sito. Suscitano interesse anche l’archivio, risalente al 2004, e soprattutto la possibilità di ascoltare i testi in un latino accurato e di qualità e di seguire un vero e proprio notiziario scandito nella lingua di Cicerone. Il latino si rivela una lingua molto viva, flessibile, con una sorprendente capacità di adattamento alla modernità, in grado di rinnovarsi ed evolversi. Accanto alle tradizionali sezioni, comuni a un normale giornale telematico di informazione, ci sono parti relative alla storia europea, biografie di celebri personaggi del passato, recensioni di film, poesia, fino ai cruciverba e alle ricette di cucina. E spicca, nella sezione “Ars vivendi”, persino la preparazione della caponata di melanzane, con l’eloquente titolo “De caponata melongenarum’, presentata come ’soave specialità estiva siciliana”.

Il resto dell’articolo è qui. Per il sito di Ephemeris, fate clic qui.

Postato da: IM

3 Responses to “News in latino”


  1. 1 luigimuzii 9 settembre 2008 alle 10:11 am

    Mah! Il latino è una lingua morta, malgrado il Vaticano, perché non esistono più persone che la usano correntemente come lingua madre.
    Adoro il latino, ma certe cose, come i Peanuts in latino di qualche secolo fa ormai, mi lasciano quanto meno interdetto.Segnalo che Corinne McCay riporta la notizia del lancio della nuova edizione di Juvenes Translatores. Avevo già segnalato, proprio a lei, che, malgrado il mio latino liceale, translatores mi suonasse errato e che traductores potrebbe essere la forma corretta.
    Avevo anche rilevato la curiosità della traduzione italiana di “More about translation” con “L’arte della traduzione”.
    Perché, invece di inutili sfoggi di erudizione, non si promuove lo studio dei classici, quelli veri, quelli da cui si può ancora imparare?
    Ma in mano a chi stiamo?

  2. 2 maurante 10 settembre 2008 alle 12:29 pm

    Ma la lingua di Cicerone, pur usata disinvoltamente dal nuovo giornale in latino è davvero “viva”? In latino, per quel che ne so, esiste uno scarto non trascurabile tra

    a) la lingua letteraria di cicerone
    b) la lingua “viva” parlata dal volgo (“latino volgare”)

    Verrebbe così a cadere, almeno per il secondo caso, il luogo vecchio di almeno mille anni che contrappone il “volgare” e il “latino” come lingua “povera” e “nobile”.

    Dante intuì probabilmente qualcosa in questo senso, se nel De Vulgari Eloquentia concede pari dignità al latino e volgare, ma, forse non a caso, il suo trattato, rimase (inaspettatamente) interrotto e Dante dovette occuparsi d’altro.

    Il Rinascimento si preoccupò soprattutto di rimettere in voga il latino dotto, e tutti i successivi tentativi si sono volti verso il latino letterario. Mi auguro che ci sarà spazio, nel futuro anche per il latino volgare, con la sua pronuncia e fonetica reali.

  3. 3 volkillibro 11 settembre 2008 alle 5:19 pm

    Arrivo qui per “istinto” e ho trovato questo blog molto interessante e stimolante.


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