Pezzettini

  • Geweldig!  Secondo Wikipedia, ho passato 20 anni a imparare una lingua che è al 36° posto nella classifica delle lingue più parlate (via nu.nl).

Secondo la ricerca, il 76% dei cittadini inglesi non potrebbe più vivere senza internet, vista la permanenza media di ‘collegamento’ giornaliero, che è di 3-4 ore. Il 19% degli internet-dipendenti trascorre più tempo sul web che con i propri familiari, il 47% considera internet più importante della religione e un britannico su cinque presta più attenzione alla navigazione online che al proprio partner.

  • Houllebecq inedito:

Jacques Prévert è qualcuno di cui si imparano le poesie a scuola. Ne risulta che amava i fiori, gli uccelli, i quartieri della vecchia Parigi ecc. Gli pareva che l’amore sbocciasse in un’atmosfera di libertà; più generalmente, era piuttosto per la libertà. Portava un berretto e fumava delle Gauloises; lo si confonde talvolta con Jean Gabin; del resto è stato lui a scrivere la sceneggiatura di Porto delle nebbie, di Mentre Parigi dorme ecc. Ha scritto anche la sceneggiatura di Amanti perduti, considerato il suo capolavoro. Molte buone ragioni per detestare Jacques Prévert, soprattutto se si leggono le sceneggiature mai girate che Antonin Artaud scriveva alla stessa epoca. È desolante constatare che il ripugnante realismo poetico, di cui Prévert fu l’artefice principale, continua a fare danni e che si pensa di fare un complimento a Léos Carax accostandolo a lui (nello stesso modo, Rohmer sarebbe probabilmente un nuovo Guitry ecc.). Il cinema francese, in realtà, non si è mai ripreso dall’avvento del sonoro; finirà col creparne e non è un gran male.

E’ un estratto da La ricerca della felicità, scritti inediti dell’autore francese che verranno pubblicati da Bompiani.

What always gets to me is the self-congratulatory assumption on the part of puzzle people that their addiction to the useless habit somehow proves they are smarter or more literate than the rest of us. Need I suggest that those who spend time doing crossword puzzles (or sudoku)—uselessly filling empty boxes (a metaphor for some emptiness in their lives?)—could be doing something else that involves words and letters? It’s called reading.

But somehow crossword types think that their addiction to this sad form of mental self-abuse somehow makes them “literary.” Sorry: Doing puzzles reflects not an elevated literary sensibility but a degraded letter-ary sensibility, one that demonstrates an inability to find pleasure in reading. Otherwise, why choose the wan, sterile satisfactions of crosswords over the far more robust full-blooded pleasures of books?

Postato da: IM

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