L’illusione del libero arbitrio

I find myself wondering just how many contracts I sign — explicitly or implicitly — in the course of a year. The biggest of them all is the social contract, which I renew every morning, whether I like it or not, by getting dressed and going out into the world. Nearly everything I do — every Web site I navigate to, song I download, item I purchase — comes wrapped in a contract of sorts.

Il resto dell’articolo di Verlyn Klinkenborg (nome non inventato) è qui.

Postato da: IM

1 Response to “L’illusione del libero arbitrio”


  1. 1 luigimuzii 21 agosto 2008 alle 11:02 am

    Molto Russeau, direi, almeno nella parte finale.

    La riflessione sull’approvazione dei termini della licenza d’uso di un programma non è nuova, ma è sempre interessante. Pochi sanno che in molti paesi, non solo europei, è inefficace, e pochi altresì sanno che il sistema operativo fornito con un PC è rimborsabile purché non si prema il pulsante con il quale si sottoscrive il contratto.

    Ieri ho visto un “we cannot reimburse any monies paid on travel to or from the interview or accommodation if you have to come from anywhere further than London” che mi ha fatto sorridere: legalese in un’email…


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