La difficile arte del comunicare

Qualche giorno fa Massimo Mantellini, giornalista e blogger che seguo da diversi anni con interesse, si è scontrato con la difficile arte del comunicare.

Massimo, nel suo blog, si diceva sorpreso per le critiche piovutegli addosso per un suo articolo precedente su Punto Informatico, nella rubrica Contrappunti.

Credo che si sia scontrato con uno degli scogli più perigliosi della comunicazione, soprattutto scritta: l’ironia.

Il black-out comunicativo infatti si è verificato (IMHO) perché Massimo ha fatto un uso esclusivo dell’effetto spiazzamento. L’ironia in sé non è semplice, in alcuni contesti meno che in altri.

Confesso che anche io, leggendo l’articolo, mi sono trovata spiazzata e per lunghissimi secondi ho pensato “Oddio… gli è partito il neurone…” Poi, scrollando le spalle mi sono detta che non era possibile perché quello che aveva scritto era in netto contrasto con quello che aveva detto in precedenza.

Il mio però a pensarci è stato un leap of faith a far meno la fighetta… ho creduto nell’assioma: conosco Massimo Mantellini = ergo non è possibile.

Se ci pensate, tuttavia, forse non è la strategia migliore (per comunicare, non semplicemente per scrivere): lasciare che siano gli altri a stabilire se ciò che si è detto è ironico o maledettamente vero.

Una possibile soluzione potrebbe essere linkare le parole o frasi ad articoli in cui si affermava l’esatto contrario (ma questa è una soluzione da comunicatore da sportello … quelli che devono essere chiari a ogni costo.. non certo da scrittore).

O forse il problema non è affatto nello stile comunicativo di Massimo. Forse il problema è nell’atteggiamento generale nei confronti della Rete. Le posizioni sono ormai cosi polarizzate fra buono e cattivo che un discorso “normale” ormai sembra impossibile.

Postato da: MB

1 Response to “La difficile arte del comunicare”


  1. 1 luigimuzii 5 agosto 2008 alle 8:27 am

    L’equivoco è tutto nella cotrapposizione tra “comunicatore da sportello” contro “scrittore” che denota mancanza di rispetto per l’utente e il lettore. Le critiche a Mantellini derivano da qui, da questo snobismo sciocco quanto velleitario e volgare.
    Ha sbagliato. E da questo sbaglio dovrebbe ripartire semplicemente chiedendo scusa e con lui quelli per cui scrivere per Einaudi o Sellerio o Adelphi è diverso da scrivere per il IV Municipio di Roma o per il Comune di Blogna.


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