Un libro ricco di promesse

La collega Elena Dal Pra mi segnala il volume che vedete qui sotto, pubblicato da Mondadori poco prima di Natale.

Sembra un libro promettente visto che:

  • passa in rassegna ben 3.000 lingue, di cui 171 vengono trattate in dettaglio (pagine da sfogliare ad libitum, per puro piacere, divertimento o noia)
  • illustra tutte le famiglie linguistiche (per zittire chi afferma che afgano e arabo sono la stessa cosa, che l’ungherese è una lingua slava e che, una volta imparato il norvegese, il resto è tutta discesa)
  • spiega il linguaggio dei sordomuti (un argomento di cui vorrei sicuramente saperne di più)
  • l’autore è Michel Malherbe, che ha già al suo attivo numerosi libri di storia delle lingue e delle religioni.

Enfin, l’ho già messo nel carrello.

Aggiunta del 5.7.08: Ho appena ricevuto una copia omaggio della Mondadori come regalo di compleanno (grazie Elena!).

Il libro mantiene sicuramente tutte le promesse. Basta sfogliarlo per fare un giro del mondo. Anzi due.

Il primo viaggio è a tre tappe: la geografia delle lingue, i diversi “procedimenti” per leggere e parlare le diverse lingue e una serie di articoli sui diversi gruppi linguistici. Il secondo viaggio offre invece un’analisi più dettagliata di 171 lingue, con un vocabolario di base, regole fonetiche e grammaticali, e così via.

Ci sono anche delle pagine di riflessione (“Le lingue e il nostro futuro”, “Le politiche linguistiche”) e alcuni capitoletti divertenti dedicati all’etimologia delle parole. Non sapevo, per es., che l’ametista che i vescovi portano all’anello doveva servire a proteggere dall’ubriachezza (dal greco methuein – ubriacarsi – da cui derivano anche metano e metilene). Tempura, il piatto giapponese che preferisco in assoluto, è d’origine portoghese e il nome stesso viene da tempora, i periodi in cui si doveva rispettare il magro. Oppure ancora, belladonna, la pianta medicinale che contiene atropina e fa dilatare le pupille, era utilizzata dalle donne eleganti del XV secolo, che diventavano così delle “belle donne”. C’è anche un interessante elenco etimologico delle parole usate nella medicina e nella botanica.

La traduzione italiana (di Savino D’Amico, Paolo Frassi, Daniela Nicolò e Luciano Revelli) è ottima. Il Dizionario Enciclopedico delle lingue dell’uomo fa parte della collana Mondadori DOC, di cui avevo già acquistato il Dizionario dei Proverbi Italiani (che mi ha salvato più volte durante una traduzione) e che comprende altri titoli interessanti, come il Dizionario del Corano e il Dizionario delle Religioni.

Postato da: IM

5 Responses to “Un libro ricco di promesse”


  1. 1 antoinecassar 6 luglio 2008 alle 2:04 am

    Grazie Isabella! È da tempo che cerco un’enciclopedia di lingue che non sia compilata dalla perspettiva anglosassone. Vorrei trovare la versione in francese di questo libro. Qui c’è un’edizione francese di 1995: http://www.bibliomonde.com/livre/langages-humanite-les-3773.html (e può darsi persino che sia una ristampata dell’edizione di 1983). Questo che ha pubblicato Mondadori sarà più aggiornato, vero?

    Un caro saluto,

    Antoine.

  2. 2 isabellamassardo 6 luglio 2008 alle 7:58 am

    Antoine, ho rigirato la tua domanda ad Elena. Probabilmente domani avremo una risposta.

    Un caro saluto anche a te,

    Isabella

  3. 3 eledp 7 luglio 2008 alle 9:45 am

    Buongiorno Antoine,

    sì, è la traduzione di Les langages de l’humanité uscito nei Bouquins di Laffont, e in corso di traduzione si è provveduto all’aggiornamento e a una “localizzazione” per l’Italia.

    E’ un libro divertente, una specie di “scatola dei giochi” delle lingue.

    Buona consultazione!

    Elena

  4. 4 antoinecassar 7 luglio 2008 alle 10:11 am

    Grazie mille per l’informazione e l’aggiornamento della bloggata!

    Cordiali saluti,

    Antoine Cassar.

  5. 5 antoinecassar 26 luglio 2008 alle 12:51 pm

    Ciao Isabella e Elena,

    Qualche giorno fa ho ricevuto con grande sorriso l’enciclopedia delle lingue di Malherbe da Mondadori. La parte del “primo viaggio” è davvero affascinante, deliziosa, ho apprezzato tutti gli esempi, le schede degli ideogrammi e degli alfabeti… Epperò, sono rimasto molto deluso coi vocabolari del “secondo viaggio”. Sia nell’entrata sul maltese che in quella sulla lingua ceca, ho trovato parecchi sbagli di ortografia, segni diacritici assenti, persino inesatezze semantiche… Naturalmente, questo mi fa pensare che non possiamo affidarci troppo dell’informazione data dal libro sulle lingue di cui non abbiamo conoscenza. È veramente peccato.

    Questa non è la prima volta che scopro la mancanza di rispetto presso le lingue e le scritture straniere da parte di Mondadori… L’anno scorso ho avuto la fortuna e la sfortuna di avere due mie poesie multilingue pubblicate nella rivista Nuovi Argomenti. Purtroppo, non hanno dato troppo attenzione nelle prove grafiche ai versi in maltese – in posto alle cinque lettere maltesi con segnale diacritico è apparso uno spazio che spacca le parole in due o anche in tre, o peggio, appare il segno della domanda “?” in mezzo alla parola! Evidentemente, così la varietà delle lingue e degli alfabeti sulla quale i ‘mosaici’ sono costruiti non viene apprezzata😦 Ne sono grato e ingrato allo stesso tempo.

    Un caro saluto,

    Antoine.


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