All we are saying

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I neologismi sono allo stesso tempo la bestia nera e il massimo divertimento di un traduttore. La bestia nera perché la traduzione scelta, proprio perché nuova e personale, potrebbe non soddisfare la comunità di traduttori; il massimo divertimento perché, tempi di lavoro permettendo, ti lascia giocare e divertire con la lingua.

Un esempio di (allora) nuova parola che ha scatenato un mare di messaggi sui forum di traduttori è rogue states, stati canaglia. Indipendentemente dall’approvazione dei pari, non si può negare che la parola è rimasta, anche per una sua “giornalisticità”. [Nel mondo del giornalismo c’è questa tendenza innata alle catch-frase, soprattutto se permettono una divisione nitida fra buoni e cattivi :)]
In questo, e tanti altri casi, dunque, non ha importanza se la traduzione è perfetta ma solo se è valida e diffusa. Sono questi due elementi che la rendono poi quella giusta.

Vi propongo quindi un salto nel futuro per immaginarvi come in Italia renderemo le parole che, secondo il New York Times, sono state le buzz-words [______] del 2007. Si tratta di nuove parole per, a volte, nuovi oggetti. Ne ho scelto qualcuna, cominciando da quelle che

Non saranno tradotte

  • Tumbler/tumblelog
    E’ il nome della tecnologia che ci sta dietro. Come nel caso di blog è invariato.
  • I-reporter
    I sta per internet e reporter si usa anche in italiano. Se rimane invariato stakeholder, figuriamoci i-reporter…
  • Lolcat
    Qui comincia a insinuarsi il dubbio. I lolcat esistono da anni e non gli abbiamo mai dato un nome…. era necessario?
  • Bacn
    E’ il termine che mi ha incuriosito di più, non avendolo mai visto prima. E’ decisamente recente, creato alla PodCamp Conference di Pittzburgh nell’agosto 2007, ma anche molto diffuso. Una ricerca del termine su Google presenta 143,000 risultati, è stato recensito da Wired, BuzzFeed, CNET, Wikipedia e Urban Dictionary, solo per citarne alcuni. (Gmail già spiega come gestirlo.)
    Non credo verrà tradotto, così come non abbiamo mai tradotto “spam” che è rimasto invariato. Il problema si presenterà quando anche da noi arriverà il terzo della serie (spam, bacn, steak) a indicare la posta desiderata e (probabilmente) letta.
    Bacn, che si legge bacon, indica la posta impersonale che si riceve volontariamente (a differenza dello spam che è inviato senza richiesta). Come lo spam può essere inviata a un numero molto elevato di destinatari e, spesso, proprio come questo, non viene letta. Bacn è la newsletter, i news-alert, le mail di servizio.

I termini che potrebbero essere tradotti

Sempre saccheggiando l’articolo del NYTimes trovo altri termini che potrebbero invece trovare una traduzione.

  • Navy shower
    Una doccia breve ed “ecocompatibile”. Quella che dovremmo fare tutti per limitare il consumo di acqua, chiudendo il rubinetto mentre ci insaponiamo o ci laviamo i capelli. Ecodoccia?
  • Global weirding
    Il comportamento sempre più strano e insolito causato dal riscaldamento globale. Straniamento globale?
  • Astronaut diaper
    Un oggetto di cui non sospettavo neanche l’esistenza (anche perché vista la forzosa brevità delle passeggiate fuori dai moduli spaziali non pensavo fosse necessario, il pannolino intendo, ma sarà come quello dei bambini?…). La definizione ufficiale è urine collection device. La traduzione potrebbe dipendere da chi se ne appropria prima. Se saranno i giornalisti, potrebbe essere una qualche versione di diaper, se vi arriva prima il mondo della scienza, avremo probabilmente un qualche “strumento per la raccolta automatica delle urine” …🙂
  • Email bankruptcy
    Probabilmente ne sentiremo parlare presto, se non altro perché il termine è stato pubblicizzato da Lessing.
    Bancarotta postale se vogliamo prendere per i fondelli Poste Italiane per via indiretta… A me piace un qualcosa tipo collasso email.

Questo è solo un piccolo assaggio delle tante parole nuove segnalate dell’articolo. Come le rendereste in italiano? Secondo voi arriveranno anche da noi?

Fonte:
All we are saying, The New York Times, 23 dicembre 2007 via Del.icio.us di Isabella Massardo

Postato da: MB

2 Responses to “All we are saying”


  1. 1 luigimuzii 9 marzo 2008 alle 5:21 pm

    Carino… Chissà cosa ne pensa David Crystal.

  2. 2 luigimuzii 9 marzo 2008 alle 5:32 pm

    A questo proposito, mi è venuta in mente una citazione di Bernard Malamud: “once you’ve got some words looking back at you, you can take two or three-or throw them away and look for others”.


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