La morte di æ, ø e å

Risale alla settimana scorsa questo breve articolo del Copenhagen Post, in cui si racconta che una delle principali aziende danesi ha deciso di dare un taglio alle vocali ø e æ, e di chiamarsi molto più semplicemente A.P. Moller-Maersk. La colpa è ovviamente della tecnologia.

Computers in particular have trouble digesting the Danish vowels, explains Sabine Kirchmeier-Andersen, head of the Danish Language Council.

‘Using æ, ø and å in digital texts creates a lot of trouble because most programmes and operating systems are developed in English,’ she said. ‘In the long term, it’s a threat to the peculiar Danish letters.’

Postato da: IM 

3 Responses to “La morte di æ, ø e å”


  1. 1 luigimuzii 13 febbraio 2008 alle 10:27 am

    Ma, ma… e Unicode, allora? È vero che, con la tastiera italiana, ho qualche difficoltà a inserire la ß, la ä, la ö, la ü e anche il ¿, la ñ, la ã e la ç, ma perché rinunciare in partenza? Ci sono voluti anni, anni e anni per passare dalla tabella base a quella estesa e dalla tastiera unica agli IME. Va bene che David Crystal sostiene che le lingue vitali, in quanto tali, cambiano e che certe rigidità sono dannose, ma dovremmo adattarci tutti ad accettare la depauperazione delle nostre lingue?
    Se non ricordo male, qualche anno fa in Germania si tentò di far passare l’abolizione, tra l’altro, della ß, senza successo. Cosa dobbiamo aspettarci, che la Crusca acclami l’uso del pò e del qual’è, del perchè e del piuttosto che?
    Il danese è comunque una lingua viva e vitale, con qualche milione di parlanti attivi. Non sarà solo un espediente per dare ancora una volta addosso alla tecnologia assimilandola tutta per “cattiva”?

  2. 2 Marco/Cav 14 febbraio 2008 alle 2:22 pm

    Parrà una sciocchezza, ma spesso quando viaggio all’estero (soprattutto nei paesi anglosassoni) perdo l’accento del mio cognome, sia a livello di pronuncia, sia a livello di scrittura, il quale viene erroneamente trascritto con la sola “o” finale. Se un caso simile non è particolarmente fastidioso (documenti a parte) trattandosi di un cognome, posso capire perché un’azienda, il cui nome/marchio deve essere sempre facilmente riconoscibile, abbia deciso di non incorrere in errori di trascrizione adottando caratteri chiaramente distinguibili in ogni nazione.

  3. 3 luigimuzii 14 febbraio 2008 alle 5:23 pm

    E che dire di questo: http://www.multilingualblog.com/index.php/weblog/sorry-we-dont-do-your-name/?

    Sorry, We Don’t Do Your Name

    I tried to book a flight using Carlson Wagonlit’s travel service today without success. I was attempting to book an Aer Lingus flight from Dublin to San Francisco.

    Bizarrely, I was told by CWT support in Poland that they had now removed the apostrophe from my name because it was causing “synchronization” problems on their system. Not from my user name, from my name. Imagine deploying a system in Ireland that can’t deal with names starting with O’.

    I wouldn’t mind, but I only use O’Broin in the first place for the convenience of other people. It should be Ó Broin.


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