Perché scrivere?

Oblomov

“…Ma scrivere sempre, consumare il proprio pensiero, la propria anima in piccolezze, cambiar d’opinione, fare commercio della propria mente e della propria fantasia, forzare la propria natura, agitarsi, ribollire, ardere, non conoscere tregua e muoversi di qui e di là… E scrivere sempre, scrivere sempre, come una ruota, come una macchina: scrivi domani, dopodomani; arriva la festa, viene l’estate , e lui scrive sempre. E quando fermarsi e riposare? Disgraziato!”

Da:  I. Goncarov, Oblomov, pag. 28 (edizione Einaudi)

2 Risposte a “Perché scrivere?”


  1. 1 loscopriremosoloscrivendo 10 giugno 2009 alle 6:41 pm

    Concordo: è un mestiere disgraziato!

    un abbraccio,
    Franca

  2. 2 transis 26 settembre 2009 alle 10:02 am

    Beh, ci sentiamo tutti degli Oblomov ogni tanto, no?! Ma abbiamo dei momenti in cui siamo anche Ivan Karamazov o Dimitrij o Alesa o Peciorin o Raskolnikov (che bel nome!) o Bazarov o, perché no?, anche il Rublev di Tarkovskij, lo zio Vania, ecc. Secondo me, dovrebbero sostituire tutti i corsi di psicologia, pedagogia scienze della formazione e tutte le altre materie così lontane dall’animo, con la lettura obbligatoria della letteratura russa.


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