
Ramsj è la parola olandese che indica le giacenze, soprattutto di libri (remainder, insomma), entrata in uso per la prima volta intorno al 1918. Secondo il dizionario Van Dale, sarebbe addirittura una parola Yiddish, derivata a sua volta dal francese ramas. I ramsj sono la specializzazione della libreria Het Martyrium (credo che il nome sia ispirato a Het Martyrium – Die Blendung - di Elias Canetti [*]), situata nell’esosa Van Baerlestraat, ad Amsterdam. Vicino all’ingresso si trovano le ultimissime pubblicazioni e i più famosi best-seller, mentre in fondo al negozio si nascondono i veri tesori. Libri mai sfogliati, a volte in edizione hardback, con le pagine ancora da tagliare. Libri d’arte, di storia, filosofia, letteratura, per bambini. Sempre in poche copie, sempre a meno di € 10. Solo per chi ha gusti peculiari.
Oggi, in soli 15 minuti vi ho speso il budget mensile che mi concedo per i libri, acquistando:
Michael Quinon, Gallimaufry, 2006. Il sottotitolo è quello che rende irresistibile questo volumetto dalla copertina rosa acceso: A hodgepodge of our vanishing vocabulary.
R. Bartlett e A. Benn, Literary Russia, 2007. Un bellissimo stradario sui generis di Mosca, Pietroburgo, Kiev, Yalta e la Siberia. La storia di ogni strada viene narrata in base a episodi storici e opere di scrittori sovietici, da Puskin a Majakovskij, per non dimenticare Dostojevskij (che, pare, avesse passeggiato su e giù per le strade di Pietroburgo, pianificando nei minimi dettagli ogni singolo movimento di Raskolnikov).
E. Feinstein, Anna of all the Russias, 2005. Una biografia dettagliattisima di Anna Achmatova, su cui prima o poi mi deciderò a scrivere un articoletto.
Nancy K. Anderson, The Word that Causes Death’s Defeat, 2004. Traduzione ed edizione critica di Poema senza eroe della Achmatova. Ottima edizione, ben curata. Peccato che non vi sia il testo originale a fronte.
John Ruskin, On art and life. Un volumetto che fa parte della collana Great Ideas della Penguin Books, con due saggi: The Nature of Gothic e The Work of Iron.
[*] Il titolo italiano è Autodafé. A proposito della traduzione del titolo originale, sul sito Libri Video, si legge:
Il titolo tedesco Die Blendung provocò imbarazzi nei traduttori e nei recensori, al punto che, sotto la supervisione dell’autore, furono scelti dei titoli differenti per le varie traduzioni: le tre soluzioni adottate appaiono sintomaticamente rappresentative di quell’accecamento che Canetti intese inscenare: il tema del fuoco e del sacrificio (Auto da fé, in Italia, Francia e Inghilterra), dell’immolazione della vittima (Het martyrium, in Olanda) e quello dell’arresto e della labilità della comunicazione ( The Tower of Babel, negli Stati Uniti).
Postato da: IM








